La scelta di un progetto teatrale che prenda spunto dalla vita e dall’opera di Caterina Percoto, nasce dal desiderio di Maria Ariis e Paolo Patui di rendere omaggio a una scrittrice che è riuscita a raccontare, con grande sensibilità e affetto, il paesaggio naturale e umano del Friuli. Protagoniste dei suoi racconti sono soprattutto giovani donne, con le loro storie di sofferenza, di speranza, di solidarietà e anche di ribellione al destino a cui la società patriarcale le costringe. Per un passaggio fluido dalla prosa scritta all’azione teatrale, si è scelto di ambientare l’intera vicenda in un convitto femminile di fine ‘800, riprendendo un evento reale della vita di Caterina: i 7 dolorosi anni trascorsi a Udine presso l’educandato di Santa Chiara in seguito alla morte prematura del padre. Una polifonia di lingue che passa dal friulano, all’italiano, al tedesco fino al latino delle orazioni liturgiche; un coro di figure femminili tutte ispirate ai personaggi percotiani ci apre uno sguardo sulla condizione femminile del passato, per riflettere sui traguardi raggiunti (e i molti ancora da raggiungere) delle donne del presente.
L’allestimento in prova del primo atto del testo scritto da Paolo Patui è andato in scena il 23/10/2025 a Gorizia, preso l’auditorium della cultura friulana, all’interno del Festival “Lenghis”, curato dal Teatri Stabil Furlan, per la regia di Maria Ariis e le musiche curate da Tania Pividori e Nicoletta Taricani e interpretato da Maria Ariis, Letizia Buchini, Maria Casamonti, Giulia Cosolo, Serena Costalunga, Marita Fossat, Lucia Limonta, Nizam Pompeo.
Assistente alla regia Riccardo Iellen.
