Corsivi

Una evidente volontà di “pensare differente”

Dal 1998 Paolo Patui aggiunge alla sua attività di critico teatrale per la redazione de Il Gazzettino del Friuli Venezia Giulia, anche la sua attività di opinionista, che si traduce nella pubblicazione di una serie di corsivi caratterizzata molto spesso da una evidente volontà di “pensare differente”.
Dal 2006 la sua attività di opinionista interessa anche altre testate giornalistiche regionali con particolare riferimento al Messaggero Veneto.

Gramellini e Fazio sulla “squola”: tutti e due rimandati a settembre

Dal Messaggero Veneto del 16/12/2014

Gramellini è acuto, bravo, pungente e pungolante. Ma ogni tanto anche lui si lascia sedurre dalla deriva delle banalità. Sabato sera a Che tempo che fa ha comunicato al mondo con sommo scandalo che uno studente italiano in media perde ben 9 ore e mezza alla settimana per fare i compiti a casa; tempo che invece potrebbe essere dedicato a ben altre più gratificanti e formative attività. Alt Gramellini: diamo le notizie in modo chiaro, costruttivo e informativo. Studenti chi? Quali? Elementari, medie, superiori? Tutti sommati assieme? C’è differenza, direi. Eccome! Anche perché se la media è di nove ore e mezza di studi casalinghi, le suddette spalmate su sei giorni scolastici si frantumano in due ore scarse al dì (un’ora e mezza se consideriamo i 7 giorni). Poca roba -davvero- se ci riferiamo a baldi studenti delle scuole superiori, un po’ di più se invece si tratta di miseri scolari elementari. A me che ascolto piacerebbe avere però dati più precisi e meno evanescenti. “E poi c’è pure il tempo pieno!”, incalza Fazio sottintendendo che i nostri studenti son già oberati fin troppo dalla scuola. Anche qui: alt Fazio! La scuola a tempo pieno è un modello organizzativo delle attività didattiche presente solo nella scuola primaria italiana: 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì, con 30 ore di lezione, sia al mattino che al pomeriggio, e 10 ore di mensa e gioco post mensa. Mentre continuo a non essere informato su quali studenti si basino queste riflessioni, d’un tratto le mie ansie si placano: Gramellini annuncia di essere in collegamento con Annalena Benini, “la più grande giornalista italica esperta di usi e costumi famigliari”. Son felice: spero che Annalena possa spiegarmi e chiarirmi, invece si lamenta dei “suoi” week end passati a studiare con i “suoi” poveri figli vessati dalle maestre a mettere in colonna le divisioni con la virgola e a studiare il Friuli Venezia Giulia; esattamente gli stessi identici esempi che Annalena ha fatto in un’intervista del 2013. Chissà se sono frutto di verità o di uno stereotipo riciclabile. Mentre penso a mia mamma con la terza elementare che nemmeno avesse voluto avrebbe potuto studiare con me, Annalena, lamentandosi per tutti questi compiti che rovinano i fine settimana delle famiglie italiane, afferma che alla fine non servono a nulla se poi gli studenti scrivono squalo con la Q! Che per lei è quindi un vistoso errore ortografico! Meno male che Fazio subito stoppa la palla e dice che veramente squalo con la q non è un errore. Risatina di Annalena. Sconcerto mio che capisco il perché di tutti questi week end spesi a fare i compiti con i figli. Forse gli esercizi non riescono perché Annalena è un po’ più ignorante di quanto lei si creda. Le maestre i prof. dei suoi figli farebbero meglio a dare qualche compito a casa in più a lei e a Gramellini.

Di Paolo Patui

Dei miei sogni

Da Il Friuli di agosto 2001

Sogno ad occhi aperti. A occhi chiusi dormo. Alle elementari, quando il maestro mi scopriva, puniva inesorabilmente queste mie distrazioni giornaliere. Poco male, perché forse non c’è nulla di più concreto del fantasticare ad occhi aperti. Se l’umanità una sua storia ha avuto è proprio perché l’uomo ha sognato a occhi aperti di poter accendere un fuoco, di poter volare, di poter attraversare gli oceani, di toccare la luna con un dito, di poter fermare il tempo e la storia e vincere la morte. Non tutti sogni realizzati, ma tutti sogni che sono stati e sono il motore di azioni concrete e inimmaginabili prima di essere sognate.
In estate sogno di più, perché per come la vivo io l’estate è il vero capodanno, la vera svolta, l’inizio/fine dell’annata. Ritmi scolastici dirà qualcuno; ritmi miei dico io. In estate sogno di non aver mai paura di un’estate che va via, sogno di vivere fino a non poterne più, immagino che mia figlia Giulia mi porti un romanzo bell’e finito e mi chieda di leggerlo e dirle com’è. Sogno Sosa con la maglia dell’Udinese che dribbla 4 difensori e segna il gol dello scudetto, e mio figlio Michele che gioca a calcio in uno stadio grande come il mondo, mentre io lo guardo dall’ultimo anello, da solo, in disparte, per poi a fine partita sentirlo chiedermi ancora una volta “come ho giocato?”
Sogno che il mondo la smetta usare la sessualità come un banale discorso da tè; che i friulani la smettano di fare i friulanisti e comincino a fare gli umanisti, che almeno qualcuno la smetta di pensare che essere alternativi sia fare quello che ti pare, che ci siano ancora ragazze che basta uno sguardo per capire tutto quello che c’è da capire.
E poi mi piace immaginare di poter vedere ancora per una volta mio nonno Meni e dirgli “sto scrivendo un romanzo su di te. Lo leggiamo assieme, quando è l’ora”; sogno di poter scrivere la sceneggiatura per un film che abbia per protagonisti Massimo Troisi ed Eduardo, Marilyn Monroe e Charlie Chaplin.
Sogno che tutti i colpevoli di tutte le stragi dell’Italia di questo secolo la paghino, che non ci siano più morti globalizzati e che non ci si dimentichi mai di chi è morto per la giustizia più che per la legge.
Sogno di non dimenticare mai che nessun sogno è interamente e solamente un sogno.
Qui intanto viene notte. Aspetto l’alba di domani per riaprire gli occhi e sognare ancora.


Di paolo Patui

Paolo Patui