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Paolo Patui nato a Udine nel 1957 è scrittore e operatore culturale. Si è laureato con una tesi dedicata a Luigi Candoni, pubblicata con il titolo Luigi Candoni, un sipario ancora aperto. Si è interessato a lungo della storia degli spazi teatrali in Friuli Venezia Giulia, scrivendo assieme ad altri studiosi Alla ricerca dei teatri perduti: appunti per una storia delle sale teatrali nel Friuli - Venezia Giulia (1989) e pubblicando poco dopo L'Anfi - Teatro morenico: cento anni di teatro e teatri sulle colline friulane, dove la storia dei grandi spazi teatrali friulani si incrociava con quella dei teatri parrocchiali o di paese nel Friuli Collinare.

Collabora fin dagli inizi alle attività organizzata dal Centro Servizi e spettacoli – Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia dapprima come regista, poi come autori di testi teatrali. Con Elio Bartolini ha firmato la traduzione in lingua friulana della versione televisiva di Lupo Alberto (Berto Lôf) e della Pimpa. Berto Lôf è stata la prima trasmissione televisiva in friulano trasmessa dalla RAI regionale del Friuli Venezia Giulia.

Ma Patui è anche autore assieme a Bartolini di Bigatis: storie di donne friulane in filanda, spettacolo teatrale dedicato all’epopea delle operaie friulane in filanda, prodotto dal CSS di Udine, (2000), Premio Moret d'Aur e premio Adelaide Ristori per la migliore interpretazione femminile del 2000. Bigatis è stato anche il primo spettacolo teatrale in friulano inserito nel cartellone del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Ha ideato scritto e condotto le 54 puntate dell’Alfabeto friulano delle rimozioni. Arbitrario pellegrinaggio tra nomi e cognomi che il Friuli non deve dimenticare, programma radiofonico trasmesso dalla sede regionale delle RAI, per la regia di Marisandra Calacione. Ha tradotto e adattato in friulano Maratona di New York di Edoardo Erba, interpretata da Fabiano Fantini e Claudio Moretti, spettacolo che ha raggiunto ormai le 250 repliche.

E’ autore anche de La lungje cene di Nadâl, andato in scena per la regia di Gigi Dall'Aglio, con il quale sta ultimando un terzo testo in lingua friulana dedicato alla figura di Pietro Savorgnan di Brazzà. Con Dorino Minigutti ha collaborato alla realizzazione di Nûfcent (è autore dei testi), ovvero 20 puntate televisive in cui si racconta utilizzando immagini d'epoca e filmati di repertorio anche amatoriale la storia del ‘900 in Friuli.

Per la narrativa ha pubblicato Le ultime volte e nel 2006 Volevamo essere i Tupamaros (Premio Nazionale Piccola Editoria di Qualità) che Gianni Mura ha definito su Repubblica: "Cinque racconti di calcio di ragazzi friulani che sarebbero piaciuti a Pasolini".

Da diversi anni ha intrapreso una fitta attività dedicata alla lettura in pubblico a voce alta di libri di ogni genere. Tale attività ha trovato il suo punto di riferimento soprattutto nelle “Letture in corte” che cura ogni estate a Udine assieme a Angela Felice, ma soprattutto nella rassegna Leggermente - Appuntamenti periodici di resistenza letteraria, che a San Daniele una volta a mese raduna centinaia di appassionati che ascoltano leggere veri e propri testimonial della lettura come Luigi Lo Cascio, Gianni Mura, Laura Curino, Mauro Kovacic, Gian Maria Testa, Gianfranco Pasquino, Giuseppe Battiston, Stefano Bollani, Massimo Cirri, Boris Pahor e altri ancora.

E' autore dei cinque testi teatrali dedicati alle figure di Crispi, Sturzo, Nitti, Menichella, Di Vittorio, di cui si compone il progetto Storie interrotte - Il Sud che ha fatto l'Italia promosso dal Ministeri delle risorse e dell'Istruzione. Alcuni di questi 5 testi sono stati rappresentati non solo in Italia, ma anche in numerosi teatri degli Stati Uniti d'America.